Sei anni alla guida di Confapi Industria Piacenza, attraversando una delle fasi più complesse per il sistema produttivo italiano, dalla pandemia alle crisi energetiche, fino alle sfide della digitalizzazione e dell’intelligenza artificiale. Con un lungo e a tratti commosso intervento di congedo, il presidente uscente Giacomo Ponginibbi ha ripercorso il lavoro svolto dal 2020 a oggi, ringraziando associati, collaboratori e istituzioni e tracciando un bilancio del proprio mandato.
«Sei anni intensi, ricchi di soddisfazioni. Anni di incontri, di nuove aziende che hanno scelto di far parte di questa famiglia, di perso-ne che hanno deciso di credere in questo progetto», ha esordito Ponginibbi, ricordando come il suo incarico sia iniziato nel pieno dell’emergenza Covid.
«Quando ho raccolto il testimone da Cristian Camisa, nel 2020, eravamo nel pieno della pandemia. Le imprese erano in difficoltà e nessuno sapeva cosa sarebbe successo il giorno dopo». Un passaggio accompagnato dal ringraziamento al predecessore, oggi presidente nazionale di Confapi, presente ieri in prima fila: «Mi ha lasciato un’associazione solida e un esempio importante da seguire». Nel ripercorrere i momenti più significativi del mandato, Ponginibbi ha sottolineato il ruolo svolto dall’associazione durante l’emergenza sanitaria. «Abbiamo attraversato la pandemia rimanendo uniti e presenti per ogni azienda associata. In uno dei momenti più difficili che il sistema produttivo italiano abbia mai vissuto, Confapi Industria Piacenza non si è mai fermata».
Tra i risultati evidenziati anche l’inaugurazione della nuova sede di via Menicanti, definita «non solo un cambio di indirizzo», ma «un segnale forte, visibile e concreto» della crescita dell’associazione. Una struttura dotata di spazi per la formazione e il confronto tra imprenditori, diventata negli anni un punto di riferimento per il territorio.
Nel corso dei sei anni, Confapi ha inoltre promosso indagini e sondaggi tra gli associati su temi come mercato del lavoro, sostenibilità e welfare. «Ascoltare prima di agire è stato il metodo che ha guidato ogni nostra scelta», ha spiegato il presidente uscente, rivendicando un approccio basato sul confronto diretto con le imprese. Ponginibbi ha poi ricordato l’ampliamento delle categorie rappresentate, il rafforzamento dei rapporti con istituzioni, scuole e università, l’adesione al Protocollo di Legalità promosso da Confapi e Ministero dell’Interno, oltre al potenziamento dello Sportello Energia e all’avvio dello Sportello Estero per sostenere i processi di internazionalizzazione delle aziende. Ampio spazio è stato dedicato anche alla formazione. Attraverso PMI Informa, ente accreditato dalla Regione Emilia-Romagna, ogni anno vengono organizzati oltre 200 corsi per più di 3.000 ore complessive, coinvolgendo oltre 2.000 partecipanti. «La formazione è stato uno degli investimenti più importanti di questo mandato e continuerà a esserlo», ha affermato.
Nel suo intervento Ponginibbi ha voluto sottolineare anche l’impegno sociale dell’associazione. «Confapi Industria Piacenza non ha mai smesso di guardare alla comunità che la circonda», ha detto, ricordando le iniziative di solidarietà e le donazioni effettuate nei momenti più difficili. Non sono mancati i ringraziamenti alla giunta, al consiglio direttivo, ai presidenti delle categorie e dei gruppi e al personale dell’associazione. «Grazie a tutto il personale che ogni giorno trasforma le idee in azioni concrete».
Infine, il passaggio di consegne al nuovo presidente. «Oggi passo il testimone a una persona verso cui nutro stima profonda e affetto sincero - ha detto rivolgendosi a Vincenzo Cerciello - e lo faccio con la serenità di chi sa di lasciare qualcosa di buono in mani sicure».
Un congedo accompagnato da una riflessione personale: «Questi sei anni mi hanno dato molto più di quanto abbia potuto restituire. Ho imparato da ognuno di voi, sono cresciuto come imprenditore e come persona».
L’ultimo messaggio è rivolto al futuro dell’associazione: «Al nuovo presidente, alla Giunta, al Consiglio Direttivo e a tutta la struttura associativa lascio un’associazione viva, solida, radicata nel territorio ». Un’eredità che raccoglie sei anni di lavoro e che guarda alle nuove sfide del mondo delle piccole e medie imprese._