«LA VERA FORZA PER UN’IMPRESA È SAPERE QUANDO AFFIDARSI ALLE COMPETENZE GIUSTE»

«LA VERA FORZA PER UN’IMPRESA È SAPERE QUANDO AFFIDARSI ALLE COMPETENZE GIUSTE»

Nel seminario di Confapi Giovani e Ugdcec il confronto tra imprenditori, commercialisti e temporary manager

«Noi imprenditori siamo abituati a fare da soli. È nel dna. Ma c’è un momento, e nelle operazioni straordinarie questo momento arriva sempre, in cui fare da soli non è un segno di forza, ma un rischio che stai scaricando sulla tua azienda e sui tuoi dipendenti». L’imprenditore Carlo Alberto Archilli lo dice chiaramente: è la sua la prima voce del seminario “Guidare il cambiamento: management, consulenza e strategie per la pmi” organizzato nella sede di Confapi Industria Piacenza da Ugdcec Piacenza - Unione giovani dottori commercialisti ed esperti contabili e da Gruppo Confapi Giovani imprenditori Piacenza.

« La vera visione imprenditoriale non è sapere tutto, ma sapere chi chiamare quando non sai» spiega Archilli, raccontando la sua esperienza come presidente del Gruppo Provide Solution Srl: l’azienda, nata nel 2011 come studio di progettazione meccanica, elettrica e software, ha acquisito nel 2019 la società Intesa specializzata in servizi di assistenza nelle macchine utensili, mentre nel 2021 fa lo stesso con Solmec Automation, che viene poi fusa nel gruppo. Nel 2025 invece si va nella direzione dell’affitto di un ramo d’azienda, Mac che è una società del gruppo Rolleri.

La sua esperienza è stata al centro del primo panel del seminario e lo ha visto confrontarsi con la commercialista di Ugdcec Maria De Martino: è lei a evidenziare come «il ruolo del commercialista oggi non sia quello di semplice contabile, ma di consulente che opera in rete anche con altre figure e che si ritrova a gestire operazioni più ampie della pianificazione fiscale».

« Noi commercialisti – va avanti – veniamo chiamati quando ci sono operazioni aziendali strategiche: dai conferimenti di ditte individuali in srl alle trasformazioni, dalle scissioni ai passaggi generazionali. Su quest’ultimo fronte a volte ci si ritrova a gestire situazioni e confronti con le vecchie e nuove generazioni. È un intervento, il nostro, che comporta una pianificazione con simulazioni e tempistiche che variano dai sei mesi a un anno».

Il seminario, aperto dai saluti del presidente del Gruppo Giovani imprenditori Gianluca Poggioli e dalla vicepresidente di Ugdcec Piacenza Roberta Grazioli, ha previsto poi una seconda parte dedicata alle figure del commercialista e del temporary manager delineate attraverso le competenze necessarie e complementari per accompagnare il cambiamento.

A intervenire sono stati il temporary manager Damiano Dordi e il presidente di Ugdcec Piacenza Fabio Maggi (di cui si riporta l’intervento nell’articolo a parte, ndr).

Il primo tratteggia le caratteristiche di una figura che forse è ancora poco diffusa fra le pmi italiane, ma che può rappresentare un sostegno importante per gli imprenditori: « Il temporary manager vanta un’esperienza che gli assicura delle competenze trasversali da mettere a disposizione – spiega Dordi – metaforicamente parlando, è un professionista che ha visto tanti giardini e quindi ha la possibilità di dare una consulenza efficace. Le motivazioni per cui un’azienda ricorre a noi? Possono essere economiche legate a una fase critica dell’impresa oppure al contrario sono legate alla crescita e all’apertura verso nuovi mercati: ti rivolgi a un temporary manager se vuoi crescere, continuare, vivere anziché sopravvivere »