“Quello che leggiamo nel Decreto-Legge fiscale entrato in vigore oggi è uno schiaffo a chi produce. È stata operata una inaccettabile penalizzazione delle imprese su Transizione 5.0, rompendo quel patto fiduciario che era stato faticosamente concordato tra le associazioni datoriali e il Governo”. Così il Presidente di Confapi, Cristian Camisa, commenta le misure approvate dal Consiglio dei Ministri.
"Non è accettabile oggi, dopo l’impegno preso dal Governo il 18 novembre - prosegue -, prevedere risorse per le domande presentate tra il 7 e il 27 novembre per soli 537 milioni di euro, tagliando il contributo al 35% del credito d'imposta richiesto".
“Questa penalizzazione è figlia di risorse che sono state colpevolmente spostate su altri capitoli di spesa”, denuncia Camisa. “Il Governo ha prestato ascolto ad altre associazioni che, erroneamente, continuavano a sostenere che Transizione 5.0 non funzionasse. Confapi, invece, ha sempre ribadito il contrario, forte di una relazione continua e diretta con le imprese e i territori. Certo, ci sono state difficoltà iniziali dovute alla burocrazia, ma la misura ha preso via via sempre più piede: il risultato finale di 4,25 miliardi di euro di richieste è la dimostrazione plastica che avevamo ragione noi e che lo strumento era vitale per il sistema produttivo”.
“Al Governo dico chiaramente: ripensateci - prosegue Camisa - Se viene rotto il patto fiduciario con chi rappresenta il cuore pulsante dell’economia italiana, nessuna nuova misura sortirà mai gli effetti sperati. Le imprese hanno bisogno di certezze e non hanno fatto altro che rispettare norme e regole scritte dall’esecutivo. Capiamo perfettamente che lo scenario geopolitico è completamente cambiato in poche settimane e che dovranno essere reperite risorse per affrontare la crisi, ma questo non può avvenire drenando ossigeno vitale a chi sta garantendo la tenuta economica del Paese attraverso l'innovazione", conclude il Presidente di Confapi.