CONFAPI A BRUXELLES INTERVIENE SU ETS E CBAM

CONFAPI A BRUXELLES  INTERVIENE SU ETS E CBAM

Il Presidente di Unionmeccanica Confapi, Luigi Sabadini, accompagnato dal Direttore Affari Legislativi ed Istituzionali, Stefania Multari, ha partecipato a Bruxelles a un evento focalizzato sulla revisione dei sistemi ETS e CBAM. L'incontro è stato organizzato dall’On.le Stefano Cavedagna, Relatore Ombra in Commissione Ambiente del Parlamento europeo per il regolamento di revisione sul CBAM.

Nel suo intervento, il Presidente Sabadini ha lanciato un forte allarme sugli effetti distorsivi che le attuali politiche climatiche stanno generando sulle esportazioni delle imprese europee. Il focus si è concentrato sul "combinato disposto" tra l'accelerazione del taglio delle quote gratuite nell'ETS industriale e l'introduzione dell'ETS2 (l’estensione del sistema di tariffazione del carbonio a trasporti e riscaldamento degli edifici).

"L'ETS2 introduce un elemento fortemente peggiorativo rispetto al già rigido sistema ETS," ha spiegato Sabadini. "Questo meccanismo scarica un doppio aggravio di costi fissi e logistici direttamente sulla struttura aziendale delle nostre PMI della trasformazione. Il risultato è un incremento asimmetrico dei costi operativi che non trova alcun riscontro nei Paesi extra-UE, spingendo letteralmente fuori mercato le nostre imprese manifatturiere che competono sui mercati internazionali".

Passando al CBAM (Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere), il Presidente Sabadini, pur apprezzando la ratio della misura, ha sottolineato l'importanza del lavoro in corso per ottenere l'allargamento del meccanismo a un numero maggiore di codici TARIC (come funi, molle, reti, ecc.), un passaggio vitale per ovviare a quelle importazioni a basso costo che stanno letteralmente stritolando le nostre filiere produttive.

Al contempo ha rimarcato la totale assenza di tutele per i prodotti europei destinati all'esportazione verso l'area extra-UE: se il CBAM agisce per riequilibrare i costi del carbonio sulle importazioni, l'export europeo rimane completamente esposto al rischio di carbon leakage internazionale.

Per neutralizzare questa distorsione, Confapi ritiene indispensabile prevedere un meccanismo di ristorno del carbonio differenziale.

Tassare gli input energetici e le materie prime all'interno dei confini europei, senza prevedere alcuna compensazione quando le merci vengono trasformate ed esportate, condanna le PMI a perdere i mercati globali.

Non è possibile attendere il monitoraggio biennale della Commissione previsto per il 2028; a quella data, la perdita di quote di mercato sarà ormai irreversibile.

Per questo Confapi ritiene necessaria l’introduzione immediata di un rebate — un ristorno finanziario automatico parametrato sul differenziale del prezzo del carbonio pagato in Europa — da applicare a tutti i prodotti finiti della nostra manifattura esportati verso Paesi terzi privi di vincoli ambientali equivalenti.

La missione a Bruxelles è stata anche l’occasione per due proficui incontri istituzionali: il primo con l’On.le Cavedagna (componente delle Commissioni Ambiente e Commercio Internazionale) e il secondo con l’On.le Vivaldini (componente delle Commissioni Industria e Commercio Internazionale).