“La decisione della Banca Centrale Europea di procedere con un ulteriore aumento dei tassi di interesse desta forte preoccupazione per il sistema produttivo italiano e, in particolare, per le piccole e medie industrie che rappresentano l’ossatura della nostra economia”. Lo dichiara il Presidente di Confapi, Cristian Camisa.
“Continuiamo a ritenere – spiega - che l’approccio adottato dalla BCE rischi di essere inefficace rispetto alle cause reali dell’inflazione che abbiamo registrato negli ultimi anni. Non ci troviamo infatti di fronte a una classica inflazione generata da un eccesso di domanda, bensì a una dinamica originata prevalentemente da shock dal lato dell’offerta: aumento dei costi energetici, tensioni geopolitiche, frammentazione delle catene globali del valore e rincaro delle materie prime. Intervenire attraverso il rialzo del costo del denaro significa comprimere ulteriormente investimenti, consumi e accesso al credito senza incidere in modo significativo sui fattori che hanno alimentato l’inflazione. Il risultato rischia di essere un rallentamento ancora più marcato della crescita economica europea proprio mentre l’industria sta affrontando una fase di profonda trasformazione legata alla transizione energetica, digitale in particolare legata all’utilizzo dell’intelligenza artificiale anche nelle imprese di piccola e media dimensione e alla crescente competizione internazionale”.
“Le Pmi industriali italiane – aggiunge Camisa - stanno già sopportando costi finanziari sensibilmente più elevati rispetto agli anni precedenti. Ogni ulteriore irrigidimento della politica monetaria si traduce in minori investimenti produttivi, minore capacità innovativa e minore competitività del tessuto industriale. Occorre evitare che la lotta all’inflazione si trasformi in un freno allo sviluppo industriale e all’occupazione. L’Europa – conclude il Presidente di Confapi - ha bisogno di crescita, investimenti e competitività, non di ulteriori ostacoli per le imprese che producono valore e lavoro”.