Confapi Matera consegna al Prefetto Argentieri la relazione sull’economia 2020. E spunta una sorpresa……

Confapi Matera consegna al Prefetto Argentieri la relazione sull’economia 2020. E spunta una sorpresa……

 

Come di consueto, Confapi ha consegnato al Prefetto Argentieri la relazione annuale sull’andamento dell’economia in provincia di Matera. Tutto lasciava presupporre che dopo il 2019, caratterizzato dai buoni risultati legati al titolo di capitale europea della cultura, il 2020 sarebbe stato un disastro a causa della crisi pandemica. E invece spunta una sorpresa. Pur nella difficoltà, la provincia di Matera ha reagito meglio di altre aree del Paese alle ripercussioni economiche e sociali del Covid-19, mostrando una capacità di resilienza e soprattutto di reazione che lascia ben sperare per il futuro.

Ovviamente, si legge nella relazione di Confapi, rispetto all’anno precedente, nel 2020 lo scenario dell’economia è completamento cambiato a causa della pandemia e le conseguenze negative del Covid-19 si sono fatte sentire in tutti i settori produttivi e dei servizi, sia pure in maniera variegata. 

In via generale, i comparti che più degli altri hanno risentito degli effetti negativi della pandemia, sono il turismo, che tuttavia nei mesi estivi ha recuperato in parte, grazie al c.d. turismo di prossimità, e i servizi, che hanno accusato il brusco calo dei consumi. Altri settori invece, come le costruzioni, il manifatturiero e l’agroalimentare, hanno subito il contraccolpo in misura minore, ma comunque rilevante. Occorre tenere presente, infatti, che alcuni settori sono stati del tutto fermati dalle misure governative di contenimento, mentre altri hanno potuto continuare a lavorare, pur dovendo fare i conti con l’andamento dei mercati, il calo degli investimenti e il crollo dei consumi.

Paradossalmente, il settore delle costruzioni nel 2020 ha comunque continuato a lavorare, proprio perché non fermato dalle misure di contenimento. Le prospettive per il 2021 sono ancora migliori, con la ripresa presumibilmente trainata da opere pubbliche e Superbonus per la riqualificazione degli edifici privati, sia pure in un contesto generale che anela a una maggiore semplificazione delle procedure necessarie per l’utilizzo della spesa.

L’esatto contrario si è verificato nel turismo e nei servizi, che dopo il boom di Matera 2019 si sono dovuti fermare per mancanza di presenze turistiche, soprattutto internazionali, ma anche endogene. Il fermo ha riguardato ovviamente anche il vastissimo indotto (ricettività, ristorazione, hotellerie, lavanderie industriali, pulizie, forniture alimentari, ecc.). Le prospettive per il 2021 sono più che buone, grazie al rallentamento del contagio e all’allentamento delle misure di contenimento. Forme di turismo di nicchia come il turismo culturale, religioso e cinematografico e - relative alle aree costiere - il turismo balneare, si prevede che riprenderanno a pieno regime.

L’anno 2020 è stato caratterizzato anche da un diffuso clima d’incertezza, che ha portato molte imprese ad annullare, ridurre, rinviare o riprogrammare i propri investimenti, con un calo della fiducia che, com’è noto, è alla base dell’attività imprenditoriale. Per il 2021, invece, ci sono aspettative ampiamente positive. 

In particolare, il 2020 non ha eccessivamente penalizzato il comparto del mobile imbottito. Le restrizioni alla mobilità, infatti, hanno favorito un aumento della domanda di arredi per la casa, come appunto i salotti. Non altrettanto dicasi per le forniture destinate ai luoghi pubblici. Tuttavia, nonostante le ottime prospettive per il 2021, l’aumento esponenziale dei prezzi delle materie prime e dei costi dei trasporti e la difficoltà di approvvigionamento dei materiali, stanno creando enormi difficoltà di evasione degli ordini nei tempi contrattuali e di contenimento dei prezzi di vendita ai clienti.

Il problema dell’aumento dei costi delle materie è particolarmente grave nelle costruzioni e nel mobile imbottito. In quest’ultimo settore, poi, si aggiunge la questione della carenza di materiali – gomma e legno su tutti – che sta portando scompiglio nel settore.

Nel 2020 il credito bancario alle imprese è aumentato perché è cresciuta la domanda di credito per soddisfare il fabbisogno di liquidità, ma anche a causa delle misure di sostegno all’economia, dell’estensione delle garanzie pubbliche sui finanziamenti e della moratoria sui debiti bancari delle pmi. I depositi bancari sono cresciuti a causa del rinvio degli investimenti e dell’esigenza di liquidità a fini precauzionali. Nel periodo post-pandemico, il denaro “parcheggiato” dovrebbe tornare ad alimentare l’economia. Esiste, tuttavia, il rischio di non poter pagare i debiti. Cioè, quando verranno meno gli aiuti pubblici, c’è il pericolo che aumentino i crediti deteriorati, le sofferenze e i fallimenti.  

La pandemia ha avuto ripercussioni più contenute sul mercato del lavoro rispetto al calo del PIL. Ciò è stato dovuto essenzialmente a due fattori: il blocco dei licenziamenti economici, imposto per legge, e il massiccio ricorso alla cassa integrazione e agli altri strumenti analoghi di sostegno al reddito. Tuttavia, se il calo dell’occupazione è stato inferiore rispetto alla media nazionale, lo si deve al fatto che le piccole e medie imprese sono le uniche in grado di mantenere i livelli occupazionali pur in periodo di crisi, avendo un rapporto quasi simbiotico con i propri dipendenti, vera risorsa aziendale.

Dobbiamo evidenziare, tuttavia, che oggi molte aziende faticano a trovare lavoratori, anche a causa di un sistema di sostegno del reddito che dissuade dalla ricerca di un’occupazione. Alcune imprese rischiano addirittura di bloccarsi a causa della carenza di forza lavoro. 

Nel 2020 Confapi Matera ha continuato la propria attività senza mai fermarsi, anzi incrementando la quantità e la qualità dei servizi forniti alle aziende associate. L’Associazione, infatti, ha dovuto fare fronte a una richiesta enorme di ricorso agli ammortizzatori sociali, nonché alle misure di aiuto alle imprese e ai prestiti bancari garantiti, supportando inoltre le imprese che hanno continuato a lavorare in base ai codici Ateco. 

Le prospettive per il 2021 sono positive, anche se permane una quota d’incertezza dovuta sia all’effettivo calo del contagio, sia alla reale ripresa dei consumi, quindi dei mercati. L’accelerazione della campagna vaccinale dovrebbe portare allo scoperto la volontà d’investire di molte imprese locali, volontà che già comincia a palesarsi. 

Le buone prospettive per il 2021 dovranno comunque fare i conti con un contesto di fragilità strutturale, di differenze territoriali e di disuguaglianze sociali. Un vero rilancio dell’economia si avrà solo con la ripresa della domanda interna e con nuovi investimenti in opere pubbliche. Nel contesto generale, ancora una volta le Pmi hanno agito da valvola di sicurezza nel garantire una sostanziale tenuta dei livelli occupazionali.